io sono diventata contabile.
ho cambiato città, amici, jeans.
ho rinunciato alle maiuscole.
quella storia è finita, siamo andato avanti ognuno a modo suo. io da sola.
non ho più la frangia e ho smesso di mangiare le unghie. di mangiarle tutte. ogni tanto mi dedico ancora agli indici.
continuo a non voler essere fotografata.
giovedì 30 ottobre 2008
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domenica 6 luglio 2008
Nessun Padrino.

Si nasce non battezzati, poi ci si rende conto di non essere battezzati. Gli oratori, gli scout, il catechismo. Io non partecipavo a niente. Veniva una suora a scuola, e io stavo con Stella Pignatello Testimone di Geova. Bambini di Comunisti insieme ai bambini di Geova. Io, i compleanni e Natale e uova di Pasqua e trasfusioni ce l'avevo. Lei no.
Mi incuriosivano i Boy Scout, che facevano le gite e anche andare a giocare a calcio all'oratorio. Ma tanto facevo Mini Volley e Mini Basket e giocavo a calcio lì. Poi c'erano dei bambini che ti dicevano: "Ma tu non sei battezzato?" - "No, i miei genitori mi han detto che sceglierò quando sarò grande!".
Il problema si pose quando durante il periodo delle comunioni amici e cugini ricevevano gli orologi calcolatrice e le meno rilevanti catene d'oro. Anche io volevo l'orologio calcolatrice e anche la macchina fotografica Polaroid.
In colonia ci deportavano tutti in chiesa la domenica. Imparai le canzoni, alcune. Non so dove mettessero i bambini di Geova. Forse i bambini di Geova non vanno in colonia.
Durante il periodo delle Medie decisi di fare l'ora di religione. I primi due anni un simpatico maestro raccontava le storie degli Ebrei. Storie di patriarchi, di amori, di fughe, di famiglie numerose e di fenomeni paranormali.
Alle superiori sesso e il connesso.
Un paio di mesi fa venne il prete della chiesa di San Secondo, don Qualcosa:
"Posso benedire la casa?" - "No grazie, ma entri pure" - "Non è cattolico, non è cristiano?" - "No, non sono niente" - "Non esser niente è male" - "È già qualcosa" , un timido tentativo di evangelizzazione. - "E comunque io son curioso" - "Bene, la curiosità è un dono dello spirito santo".
Che culo, pensai. E dire che non ho nessun padrino.
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sabato 14 giugno 2008
Oggi piove.
Scrivere del tempo è come parlare in ascensore. Queste correnti calde che si incontrano con quelle fredde proprio sopra di noi, e mi sembra così romantico. E piove, e si portan via la primavera. E piove e mi son comprato l'ombrello all'Upim. La prima frase che mi insegnarono a scrivere alle elementari fu: OGGI PIOVE. Non credo che fosse una gran frase, iniziare a mettere in fila letter con la pioggia, che ti segna tutta la vita. Credo che piovesse, non ho altre ragioni per motivarne la scelta. E dopo averci diluito il maggio e con serie intenzioni di far lo stesso in giugno, anche oggi piove.
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lunedì 19 maggio 2008
Credevo che correvo, credevo che saltavo.
Quand'ero 6/7enne credevo che correvo, veloce, ma molto veloce. Sostenevo velocità. In realtà già all'asilo correvo contro Stefano Bifani. Veloce. Poi all'elementari ci trovai i Giochi della Gioventù. E allora si correva per davvero. E mi allenai e corsi 50m in 6.06". E cazzo, se quando sei 6/7enne corrì 50m in 6.06", ne fai 100m in 12.12", è già bene. Credetti. Ero veloce, ma non così. Poi ci fu la scena madre: la gara, i 50m piani veri - ai vostri posti - senza i blocchi di partenza - boom - Uno, due tre, quattro, cinque, sei, settemetri e caddi. E spaesato mi rialzai, alzai gli occhi, corsi. Veloce, ma molto veloce. E fui Eroe. E diventai il piccolo Speedy Gonzales, la banale fantasia dell'epoca è tale alla nostra, i nomignoli al massimo arrivarono a Mennea jr forse. Per poco, poi ancora le medie, più difficile. Ma lì scoprii che saltavo, ero non più di un 1,50m d'altezza, credo, ma fluttuai 68cm di elevazione che mi permise nel futuro di vincere pizza margherita per scommessa saltando su muretti a piedi uniti senza rincorsa.
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domenica 11 maggio 2008
venerdì 14 marzo 2008
di plastica e di acciaio che non si ferma mai
c’è questo tipo strano, lui suona la chitarra in una rock’n’roll band.
e quante cose sa che non si ferma mai.
c’è questo tipo strano, ha un cuore di bambino che non si rompe mai
io ti amo, io ti cerco, io ti voglio
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mercoledì 12 marzo 2008
l'educazione cinematografica delle fanciulle

no, non avevo mai visto frankenstein jr. prima di un mese fa, e no, mai, mai, un film con lino banfi, nonostante i miei natali.
ma a sette anni con la mano a mezz'aria in un movimento mai compiuto, fui rapita da una scena di amadeus di milos forman.
zio alessandro, lo zio comunista che portava me mia sorella e mia cugina al mare sul gargano e nel tragitto ci insegnava bandiera rossa, canzone che al ritorno a casa poi cantavamo a squarciagola con lo scopo di far arrabbiare mio padre, che quella canzone no, proprio no. zio alessandro, dicevo, ci portava anche al cinema, sempre me mia sorella e mia cugina sua figlia. che gli altri nipoti e figli erano ancora troppo piccoli.
arrampicata sulle poltroncine rosse del cinema scorpion ho visto kim basinger e mickey rourke appassionarsi per 9 lunghe e talvolta complicate settimane e 1/2, ho tifato per i 101 dalmata pur subendo il fascino di crudelia demon, ho sperato che fosse femmina con monicelli.
conseguentemente, mi sono annoiata con la storia infinita 2, nel cinema porno che di giorno diventava un rispettabilissimo asilo per scolaresche.
a casa, poi, la domenica mattina guardavo l'attimo fuggente con mia madre. in una gara ad anticipare i dialoghi.
al cinema da grande sono rimasta fuori dalla porta di una relazione privata, a ringraziare il fidanzato paziente che era con me. lo stesso fidanzato al quale non ho poi restituito la gentilezza, quando ha avuto la febbre da cavallo. 2.
a ventisette anni ho scoperto che eccezziunale veramente è eccezziunale veramente.
non guardo lo stesso film più volte, quasi mai.
e lascio che una ragazzetta francese mi cambi davvero la vita, ricongiungendo due amici che si erano persi negli anni e guadagnandone uno per me.
rubo il nick a una cameriera, pazza persa per uno scrittore.
sogno.
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mercoledì 20 febbraio 2008
para para pa pa pa ra pa

il momento è ok per la signora Anna Bassi.
c'era questa mia vicina di casa che aveva partecipato a Ok, il prezzo è giusto!.
l'hanno chiamata per il gioco dello sponsor e ha portato a casa una batteria di pentole. non male.
io però non ho visto la trasmissione.
ma ci credo.
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martedì 12 febbraio 2008
Le tette.

Non so quando le ho scoperte, anzi si da subito. Le tette, che poi quando sei piccolo le vedi enormi e quando sei grande spesso le cerchi enormi. Van bene anche grandi. Le tette. Soffici, calde. Che ci passerei una vita. A tredici anni mi son messo con la figlia del macellaio. MIchela. Le tette. Le toccavo da fuori. Per tutto il tempo concesso, mai abbastanza. E andavamo in piscina e aspettavo gli effetti dell'acqua sul suo costume. Cercando di mimetizzare quelli sul mio. Le tette sono due per fortuna. Forse perchè abbiamo due mani.
Le tette sono potenti, e fanno ciò che vogliono.
Le tette han deciso della mia vita e non è stato male.
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giovedì 7 febbraio 2008
occhi celesti e capelli chiari

non si direbbe che sei mio nonno.
ma hai la faccia di mio padre, e quella di mio zio.
quando mi prendono in giro per i miei tratti arabi, io la racconto, la storia del nonno biondo con gli occhi azzurri. ridono.
quegli occhi che ho visto farsi liquidi troppe volte, da quando lei è morta (e solo così ho capito che l'amavi, col tuo riserbo, con la ritrosia con cui ci si ama nella tua famiglia).
guidi un furgone grigio, ma qualche volta quello verde. deve piacerti proprio, se ne hai comprati due identici.
e dalla masseria, dal gelso, dal mio albero di mele verdi, dalle mattine fredde della campagna, ci porti alla stazione di servizio a comprare il gelato. io, le mie sorelle, i cugini, quelli che ci sono.
qualche volta il gelato lo compri e lo porti a casa, cornetti al whiskey.
e noi ridiamo e non riusciamo a smettere, e ci sentiamo ubriache.
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mercoledì 30 gennaio 2008
Chicles drogati.

Quand'ero piccolo c'era l'incubo dei drogati. I drogati erano in genere quelli che lasciavano le siringhe in giro oppure le lavavano alla fontana. A volte li ho visti che si facevano le punture. I drogati ti aspettavano anche fuori da scuola per invogliarti a drogarti. Caramelle, chicles alla droga. Fuori dalle scuole. I miei mi dicevano non accettare niente fuori da scuola o in giro. E io pensavo a questo marketing della droga. A fare la fabbrica di caramelle e chicles drogati.
Una volta in Sardegna abbiamo aiutato uno a salvare un gattino. Poi ci ha regalato una cingomma. Poi mi sono reso conto che avevo mangiato una cingomma Brooklyn di uno che non conoscevo. Poi ho pianto. Ero drogato.
Negli anni '80 regalavano la droga e a me non è mai successo.
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mercoledì 9 gennaio 2008
Quand'ero piccolo.

Quand'ero piccolo, mi svegliavo presto di domenica, c'erano giochi da fare.
Svegliavo mio fratello, che avrebbe preferito giocare dormendo o dormire giocando. Si giocava alla macchina di Lego più resistente, da sbattere al muro. Si giocava con Puffi e Playmobil mischiati e anche Fiammiferino. Si giocava a Trabocchetto, l'Allegro chirurgo, Forza 4, Big Jim, MacchineradiocomandatePolistil.
Quand'ero piccolo mi svegliavo presto di domenica e non c'è mai stata messa.
Quand'ero piccolo piansi e mi rotolai a terra in Farmacia per le Zigulì.
All'asilo una bambina di nome Barbara me la fece vedere, quand'ero piccolo.
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lunedì 22 ottobre 2007
il Signore sia con Noi.
Gli occhi dei teenager sono quelli che ti tengono legato o meno, ad un certo tipo di giovinezza.
Qualcuno, alle prime armi con le buone maniere, potrebbe azzardare a cedervi il posto sul pulman. Un ragazzino sui 13 anni l'ha fatto, io mi son seduto.
Quando sono seduto la gente vede che mi sto stempiando, quando sono in piedi anche, data la statura.
Le ragazze che vanno al college 15 16 17 anni, qui hanno la divisa. Icone con gonnelle a quadri, zompettano. Uno sguardo basta per far parte della categoria depravazione presenile (probabilmente condannato a quella senile e post senile). Me ne frego. Sono belle.
Chi piu' chi meno sta nell'anno del Cristo. Cristo era un ragazzo che hanno chiamato Signore. Pensavo che forse la tappa sia 33 anni.
Allora saliro' sul 18 e un ragazzino mi chiedera', si vuole sedere Signore? E dal quel momento saro' attaccato alla mia croce.
Che il Signore sia con Noi.
(cronache Neozelandesi - email 16 Maggio 2007)
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